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Ciné 2016

Report delle Giornate Estive di Cinema

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Esterno del Palazzo del Turismo di Riccione in occasione di Ciné 2016 – Giornate Estive di Cinema

Sono a Riccione, località balneare per eccellenza, intriso di sudore in dei jeans invernali e in una maglietta che forse avrei fatto meglio a cambiarmi. Ho al collo un badge che mi identifica come “stampa”, guardato con aria circospetta da un gruppo di persone che mi osservano cercando di capire chi sia. Io mascherando lo sguardo dietro ad un paio di occhiali da sole faccio lo stesso. Vanamente. Loro sicuramente non mi hanno mai visto, mentre io che faticherei a riconoscere una persona che mi hanno appena presentato desisto dopo poco dal tentativo e mi accendo l’ennesima sigaretta, giusto per darmi un tono e non dare l’impressione di uno che si trova lì senza sapere cosa fare. Magari sono dei produttori, magari sono dei distributori, probabilmente lavorano nell’industria cinematografica o forse sono semplicemente gestori di un cinema. Si riuniscono tutti in piccoli gruppi e nessuno ha grande voglia di socializzare. Ognuno li assolve il suo compito, fa i bagagli e se ne va. Solo gli esercenti e i pochi giornalisti restano tutto il tempo, ma al massimo ci si scambia un saluto di cortesia.

Dove mi trovo? Sono a Ciné, l’evento estivo che annualmente viene allestito per presentare i listini dei film che vedremo da Luglio fino a fine anno, e maledico il giorno in cui ho fatto la valigia dimenticandomi il costume, l’asciugamano da mare e le ciabatte. Non fraintendetemi, mi piace quello che faccio perché il mestiere dell’inviato è ricco di soddisfazioni anche se avido di contante e mai e poi mai avrei scambiato la proiezione senza soluzione di continuità di trailer di tutte le uscite dei prossimi sei mesi con una rilassante giornata sulla spiaggia. Il Palazzo dei Congressi poi è una struttura moderna ed efficiente, un centro all’avanguardia per ospitare i grandi nomi del Cinema italiano e non solo, e i servizi offerti in occasione della manifestazione sono quanto di meglio si possa chiedere: un bar che fornisce assistenza con caffè, acqua e hot-dog serviti illimitatamente, una postazione mobile che regala agli accreditati un gelato al giorno e un’altra che prepara in egual numero le tipiche piadine romagnole. Così succede, in un misto tra perplessità, timidezza e sfacciataggine, di assistere ai tentativi più biechi di ottenere bottiglie d’acqua per se stessi e per famiglia, hot-dog per gli amici e di fingere di essere colti da un’improvvisa narcolessia rifornendosi di un numero spropositato di caffè per riuscire ad affrontare la giornata.

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Serata di consegna dei Ciak D’oro alla commedia italiana in occasione di Ciné 2016 – Giornate Estive di Cinema

Una sorta di rituale che si consuma ad ogni interruzione di programma, quando le luci della enorme sala di proiezione si riaccendono svelando volti sconvolti dal sonno, dalla perplessità di alcuni esercenti, dalla soddisfazione di altri, e un’evidenza: un numero notevole di commedie italiane in uscita, con buona pace di “Lo chiamavano Jeeg Robot” e di tutti quei poveri cristiani che credevano che il vento del cinema nel nostro Paese stesse finalmente spirando altrove. D’altronde il bravo Gabriele Mainetti di “Jeeg” ci aveva avvertito che il suo era un unicum, un’eccezione, tanto che mentre mi ritornano alla mente le sue parole e ascolto quelle dell’ennesimo capo di una distribuzione realizzo che il loro preciso interesse è quello più di rassicurare gli esercenti che provare a fare la rivoluzione. Inutile illudersi dunque, perché se vi capiterà di prendere parte ad un evento del genere avrete anche voi l’impressione che almeno questo Cinema è un bellissimo e maledetto affare e come tutti gli affari è fatto di compromessi, scelte che devono fruttare e accontentare tutti e dove la percentuale di rischio deve essere abbassata il più possibile. Tutto nero dunque? No e tra i titoli italiani da segnalare ci sono sicuramente “Robinù”, documentario di Michele Santoro nella vera “Gomorra”, e “La verità sta in cielo” di Roberto Faenza, racconto del caso di Emanuela Orlandi che dal trailer promette molto bene: taglio visivo internazionale, ritmo serrato e nessuno paura nel mettere in campo le istituzioni protagoniste della controversa vicenda. Raccontare il proprio Paese, le sue storture e le sue Storie, saper mettere in scena il suo presente e il suo passato sono le chiavi giuste per dare un senso al mezzo cinematografico come strumento sociale. Riuscire ad essere convincenti anche sotto l’aspetto visivo è il passo successivo (come ci ha dimostrato Stefano Sollima con le sue produzioni: da “Romanzo Criminale” fino a “Suburra”) per riconquistare la nostra posizione sullo scacchiere internazionale.

Una capacità, quella di sapersi raccontare, che conosce molto bene il cinema americano ed ecco allora che in un attimo mi trovo a dovermi trattenere dal non saltare per l’entusiasmo dalla sedia per i trailer di “Elvis & Nixon” e “The Founder”. Il primo racconta la storia dell’incontro fra il controverso Presidente americano (interpretato guarda caso da KevinFrank UnderwoodSpacey) e il Re (un divertito e divertente Michael Shannon), mentre il secondo è la storia del fondatore di McDonald’s, i cui panni sono vestiti da Michael Keaton. Profumo di olio fritto e di Oscar per una stagione che si promette davvero ricca per il cinema a stelle e strisce e per la nostra vena di incurabili amanti della Settima Arte. Se non vi scende una lacrima nel leggere il cast del nuovo film di Martin Scorsese (“The Irishman”), composto da Al Pacino, Robert DeNiro, Joe Pesci e Harvey Keitel, siete dei cuori di pietra e non si può non spendere una parola per il buon Bruce Willis che, oltre alla pubblicità della Vodafone, fa anche film: “Once upon a time in Venice”, stando sempre al trailer, rischia di essere uno dei titoli più divertenti dell’anno, in un misto di azione e risate garantite.

Tutto scorre veloce, programmato, di fronte ai miei occhi, come assaggi di dolci che potrò consumare fra settimane e mesi. Non tutto è buono alla tavola del grande Cinema ma sarà bello rinchiudersi al cinema per scoprirlo fino in fondo, quando i film, finalmente interi, arriveranno sugli schermi.

Le luci in sala si riaccendono un’altra volta, l’ultima di quest’anno, e io esco da una sorta di sogno che mi ha cullato e frustrato durante quattro interminabili giorni di inizio Luglio, lasciandomi con addosso sensazioni contrastanti. Poco male, mi danno in extremis le ultime due bottigliette d’acqua. Le hanno solo frizzanti ma non importa, è il gesto che conta. Un po’ me ne vergogno e abbandono il Palazzo ormai deserto, trovando sulla terrazza solo un altro gruppetto in disparte che chiacchiera. Io senza voltarmi scendo le scale per l’ennesima volta. Sono in strada e corro a vedere se il mare a Riccione c’è ancora.

| di Stefano Cavalli

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