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Live Report /// The Di Maggio Connection feat. Greg + Betta Blues Society

Quando il rock n'roll sale in cattedra

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The Di Maggio Connection feat. Greg

The Di Maggio Connection feat. Greg + Betta Blues Society
Auditorium Flog, Firenze
09/01/2016

Era diverso tempo che non mi capitava di tornare alla Flog per un concerto rock’n’roll, quasi un anno per la precisione, e devo dire che è stato bello vederne gremita la sala. La domanda che sorge spontanea è quanto abbiano pesato il nome e la presenza di Claudio Gregori, alias Greg – probabilmente più noto come intrattenitore e conduttore che non come musicista (Latte & i Suoi Derivati, Blues Willies, Jolly Rockers, solo per citarne alcuni). La domanda che, altrettanto spontanea, segue è quanti invece si siano recati all’auditorium per apprezzare il combo di Marco Di Maggio, i cui eventi spesso e volentieri assumono un profilo basso nonostante il chitarrista fiorentino possa essere tranquillamente additato come uno dei fiori all’occhiello della scena rock’n’roll/rockabilly non solo locale, ma anche internazionale.

Arrivo alla Flog un po’ in ritardo e faccio appena in tempo a sentire l’ultimo quarto d’ora circa del gruppo di supporto, i Betta Blues Society. La loro è una performance generosa, essenziale e appassionata, che attraversa e riprende le radici della black music. Niente batteria, solo contrabbasso, voce e chitarra cui si aggiungono spesso e volentieri altri strumenti provenienti dall’estrazione povera dei primi musicisti afroamericani come washboard, kazoo, ukulele e bottiglie di vetro utilizzate come percussioni. Il risultato finale è la creazione di un’atmosfera ancestrale dove blues, soul e spiritual ritrovano il loro spirito originario, complice anche il coinvolgimento e la presentazione dei brani da parte della band. La prestazione vocale della front woman, Elisabetta Maulo, spicca per personalità e presenza, a volte forse un po’ troppo manierata nella ricerca della modulazione, ma decisamente trascinante e incisiva quando decide di lasciarsi guidare più dalle viscere che non dalla testa.

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The Di Maggio Connection feat. Greg

Tempo di una birra e due chiacchiere e i Di Maggio Connection sono già sul palco, senza fronzoli o particolari formalismi. La maggior parte degli occhi e delle attenzioni sono per Greg, purtroppo non al meglio della forma per via di qualche linea di febbre di cui, peraltro, lo show non risentirà eccessivamente. Greg svolge onestamente il suo compito senza spiccare troppo, anzi spesso e volentieri lascia di fatto tutto il palco alla Connection e – inutile dirlo – al travolgente solismo di Marco Di Maggio. Il trio si arricchisce anche della presenza della steel guitar di Bellocchio che aggiunge un tocco di personalità in più al crossover di generi interpretato dalla band. Pochi siparietti, poche chiacchiere, tanta, tanta musica. Una valanga di rock’n’roll, di country, di rockabilly, di surf invade la Flog e progressivamente tutto il pubblico si lascia coinvolgere dall’irresistibile sound della decade ’40-’50, complice anche una sessione ritmica dilagante e in gran forma. Tanti classici, ovviamente, molto Buddy Holly (in particolare la mitica versione di “Everyday” della Connection), ma anche Chuck Berry, Johnny Cash, the Every Brothers, Johnny Burnette e via snocciolando.

Loro si divertono, noi ci divertiamo. Esibizione potente, coinvolgente e ben riuscita, una serata come sarebbe bello vederne di più da queste parti. Il rock’n’roll vive e dimostra un’invidiabile salute quando i Di Maggio Connection salgono in cattedra.

Foto di Andrea Sacchetti

| di Andrea Sacchetti

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