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Recensione / The Bastard Executioner 01×09

La serie, ad episodio dalla sua conclusione, trova finalmente il giusto ritmo

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Elen Rhys nei panni di Petra Brattle ©James Minchin/Fx

Come già detto, e ridetto, “The Bastard Executioner” è una serie che si sorregge soprattutto su alcuni momenti ben strutturati e aggiungiamo, se non lo abbiamo ancora fatto, sulla cura maniacale dei dettagli. Tutto molto bello ma volto a mascherare, immaginiamo inconsciamente, un costrutto narrativo poco solido e poco convincente. Giunti alla penultima puntata ci si imbatte però, finalmente, in un episodio che riesce a trovare il giusto ritmo, facendo emergere in maniera chiara e netta molti dei sotto temi e dando una decisa sterzata in avanti alla storia.

Interessante soprattutto il rapporto che si crea fra Lady Love e la “moglie” di Wilkin Brattle/Gawain Maddox, Jessamy Maddox. La Baronessa gli dimostra di conoscere tutta la verità sulla messa in scena posta in atto dal “boia bastardo” e da quest’ultima per avere salva la vita e gli propone di prendersi cura dei figli. Un atto di generosità e, al tempo stesso, una prova del suo potere e del controllo su di lei, atta ad allontanarla da Maddox di cui Lady Love è innamorata. Le parole del condannato a morte, in conclusione di puntata, che dice di non pentirsi per il suo amore nei confronti di una donna di più alto rango fanno esitare, non a caso, Wilkin e le rivelazioni finali che gli vengono fatte (la scoperta del rapimento del figlio di Jessamy e quella di Annora) non possono che farci attendere le conseguenze, da riassumere però nell’ora finale di stagione e di serie.

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